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Pasqua Ortodossa

Pasqua o Resurrezione di Cristo - una delle più importanti feste religiose che viene celebrata da quasi tutta la popolazione della Moldavia. Celebrazione della Pasqua in Moldova
La celebrazione della Pasqua dura 2 giorni - domenica e il seguente lunedì. Si inizia a festeggiare la Pasqua a partire da sabato sera, quando i cristiani vanno in chiesa per farsi benedire il cibo: la torta Pasquale, i dolci e le uova dipinte. La mattina di Pasqua ci si  siede a tavola con i familiari, il pasto del mattino inizia con le parole: "Cristo è risorto" ("Hristos a înviat") e rispondendo "Veramente Egli è risorto" ("Adevarat a înviat). Nel menù moldavo di Pasqua, oltre alle classiche uova colorate ed ai dolci tradizionali, sono inclusi anche i tipici piatti a base di carne di agnello ed i vini moldavi. i bambini organizzano un vero mini-torneo per “battere” le uova dipinte, cercando di rimanere con il proprio guscio intatto. La restante parte delle festività i moldavi ricevono ospiti e visitano parenti ed amici oppure, se il tempo lo permette,  organizzano delle gite per le prime scampagnate primaverili.

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Il Marţişor

rappresenta nella tradizione romena, la festa dell’inizio della primavera e si festeggia il 1 marzo. Le persone, regalano ai propri cari dei piccoli portafortuna formati da un fiore bianco e rosso realizzati con fili di cotone legati tra loro, chiamati appunto Marţişor (piccolo marzo). La tradizione vuole che questo simbolo sia portato sugli indumenti per tutto il mese di marzo, vicino al cuore, così da evocare il sentimento dell’amore, della purezza e della vita. Trascorso il periodo previsto, il marţişor viene appeso su un albero da frutti auspicando così un copioso raccolto.

La leggenda del Marţişor

C’era una volta una regina vecchia e brutta che governava il suo regno con il freddo e con il gelo. Questa crudele sovrana si chiamava Inverno. Le piante e gli animali, sofferenti per il rigido clima, mal sopportavano il suo regno ed invocavano il ritorno della Primavera, una bella e giovane principessa, scacciata con violenza dall’arcigna regina.La Primavera, udite le preghiere e le suppliche dei suoi amati sudditi, ritornò con coraggio per riprendersi il suo trono. Tutti erano contenti nel vederla di nuovo: i fiori sfidarono il freddo e la neve, gli animali si svegliarono dal letargo, gli uccelli iniziarono a cantare inni di gioia. L’Inverno, invece, era furiosa. Uscì arrabbiata dal suo castello per punire gli infedeli sudditi, infierendo su loro con gelidi venti.Fu in quel momento che la Primavera decise di intervenire, salvando dalla fredda morte i fiori di bucaneve, rimanendo però ferita al dito durante la battaglia con la sua rivale.Le calde gocce di sangue caddero sui bianchi petali dei bucaneve, colorandoli di rosso e rinvigorendo la loro voglia di vivere. La Primavera vinse l’Inverno, il sole e la vita ritornarono nel bosco addormentato.Da allora il fiore di bucaneve, metà bianco e metà rosso, divenne il simbolo della rinascita della natura e contraddistinse l’inizio della Primavera.

La Festa di S.Andrea

Il 30 Novembre si festeggia S Andrea, un’importante festa ortodossa che racchiude in se un ancestrale rito pagano.  Nel mondo Geto-Daco, in questo periodo si celebrava una delle più importanti divinità rappresentante il lupo e sembra che questa data contrassegnasse l’ultimo giorno dell’anno.Il riferimento al lupo si collega alla presenza di quest’animale in questo particolare e freddo periodo dell’anno in cui le bestie si aggiravano in cerca di cibo e rappresentavano un serio pericolo per gli uomini. Probabilmente da questo episodio scaturiscono le tradizioni ed il folclore che accompagna ancor oggi la festa di S. Andrea.La leggenda dice che nella notte del 29-30 dicembre, tutti i lupi si radunavano attorno a S.Andrea per ricevere da lui cibo per l’inverno che sta per cominciare. È pertanto importante per i contadini difendere il loro bestiame e per questo motivo si fabbricavano croci di cera da affiggere sul corno destro dei maschi degli animali.

In questo giorno il lavoro era inibito in quanto tutti erano occuparti a sorvegliare le proprie proprietà dai lupi anche se, purtroppo, il volere di S. Andrea doveva essere sempre con sacrificio rispettato. La leggenda narra che a mezzanotte il cielo si apra e che succedano delle cose miracolose, in questa notte tutti gli animali godranno della facoltà di parlare ma gli umani che oseranno ascoltare la loro voce moriranno. Sempre in questa occasione, si potrà prevedere come sarà l’inverno incipiente.Le persone prendono in questa notte tutte le “precauzioni” per difendere le proprie case dall’arrivo delle forze maligne (tra le più temute, i vampiri rappresentati spesso dai lupi), che approfittano del vecchio anno per aggirarsi tra le case.Le case vengono protette addobbando le finestre e le porte con aglio e si organizzano veglie fino all’alba con canti e racconti “benefici”, grandi mangiate e bevute, mantenendo sempre ben acceso il fuoco nel camino.
La notte di S.Andrea inoltre risulta essere il periodo migliore per  certi riti magici quali ad esempio la scoperta del futuro sposo oppure la natura dell’anno che verrà. Si dice anche che l’aglio utilizzato per la notte di S.Andrea abbia delle proprietà taumaturgiche e quindi utilizzato anche per curare il bestiame malato, l’aglio invece che è posto attorno all’icona domestica può essere utilizzato negli incantesimi d’amore.

 

   
 
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