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Moldova Su una terra fertile, all’ombra delle querce e dei faggi, con il mar Nero ai suoi piedi: così si è formato il popolo romeno della Repubblica Moldava.Questo paese è situato all’oriente d’Europa, tra due fiumi che ne segnano il confine: il Nistro ed il Prut. Durante i secoli il territorio è stato così sminuzzato e frazionato al punto che ad oggi la superficie non raggiunge i 40.000 kmq.I suoi confini corrispondono a Ovest con la Romania, mentre per la restante parte con l’Ucraina.La storia di questo popolo risale a milioni di anni fa, da quando gli antichi Traci formarono le tribù dei Geti e dei Daci nell’area Carpatico – Danubiana – Ponti. Il primo che ne riunì le tribù costituendo così una forza rilevante nell’area est europea fu Burebista. Nel 105 – 106, l’imperatore romano Traiano riuscì a conquistare parzialmente il territorio dei Geto – Daci ( chiamato allora Dacia) e lo trasformò in una provincia romana. Grazie a questa vittoria e in onore del coraggio e della resistenza dei Daci, venne eretta a Roma la colonna Traiana dove ancora oggi è possibile vedervi incise le gesta e le scene di quella guerra. Da allora il popolo della Dacia si romanizzò e venne chiamato come tutt’ora romeno.Durante i secoli i romeni hanno dovuto difendersi contro invasori turchi, mongoli, tartari, ungheresi e slavi. Il loro territorio è stato occupato, smembrato e infine scisso in tre nuovi stati: la Romania, la Moldavia e la Transilvania.
Il paese della Moldavia si estende dalla pianura fino alle montagne dei Carpazi. Il nome  Moldavia deriva proprio dalla sua ubicazione geografica: dalle parole latine “molis”, che significa morbido ( come le pianure) unita a “dava”, che significa città. I romani la chiamarono Moldava, poi Moldova.Una delle maggiori figure che guidarono la Moldova fu Stefano il Grande, eroe nazionale ancora oggi famoso per aver difeso il paese per decenni dall’invasione turca e mongola. ;Memorabile una sua citazione in cui affermava che “ la Moldova non appartiene né a lui nè ad altri, ma bensì alle generazioni future”. Alla sua morte il paese venne occupato per lungo tempo dai turchi. Solo con Michele il Bravo, nel 1600, il popolo romeno ritrovò la sua unità e la sua indipendenza ma, ben presto, nuovi invasori rioccuparono e divisero la Moldova.Ai primi del 1800, una regione del paese, situata tra le rive dei fiumi Prut e Nistro (la Bessarabia) venne annessa alla Russia. La restante parte della Moldova venne ceduta alla Romania, dove entrò ufficialmente a farne parte nel 1859. Solo la Transilvania rimase sotto la dominazione ungherese. L’ultimo tentativo di riunificate l’intero popolo romeno avvenne nel 1918, dopo la fine della I^ Guerra Mondiale, ma questo ennesimo tentativo durò ben poco. La Russia spinta dal grande interesse economico di voler possedere la Moldova, ricca di agricoltura e soprattutto di grano, strinse un patto con la Germania (Molotov – Ribentrop) per l’occupazione della Bessarabia ed in seguito, durante la II^ Guerra Mondiale, la occupò. Sotto la dominazione stalinista e russa il popolo romeno della Moldova soffrì fame e deportazione di massa in Siberia; soltanto nel 1988, le idee rivoluzionarie della “ Perestroika” del presidente russo Gorbaciov, portarono libertà e autonomia alla Moldova, che infine, il 23/08/1991 dichiarò la propria indipendenza. Così si è formato questo piccolo paese chiamato Moldova.

MARIANA MINASCURTA

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