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La fame che (non) fa crescere i bambini moldavi

Lunedi, 22 settembre 2012, siamo andati a trovare una famiglia moldava bisognosa di Sangera, un villaggio distante venticinque chilometri dalla capitale Chisinau, per consegnare delle scatole di prodotti alimentari (pane, carne, pasta, riso, conserve, olio, zucchero etc.) e detersivi, articoli di igiene personale e tanto altro, donati dall’Associazione “Italia-Moldavia”. Eravamo in tre volontari della Fondazione Copilul, insieme ad un bimbo di 3 anni, che sta imparando fin da piccolo cosa significhi la solidarietà ed il “piacere” nell’aiutare il prossimo. Un sacerdote moldavo, padre Andrei che ha la sua parrochia (ed i suoi poveri) dall’altra parte di Chisinau, si era offerto di raccogliere dei vestiti ed altro materiale necessario (asciugamani, dolci) per la famiglia bisognosa. 
Non avevamo mai visto nel nostro Paese, in Moldova, dei bimbi così magri, malnutriti, come spesso si vede in qualche reportage dall’Africa. Abbiamo trovato a casa solo due membri della famiglia – Petru di 13 anni e Cristi di 6 anni. Il padre, Petru (di 35 anni) ed il figlio maggiore (di 16 anni), erano ancora al lavoro, nonostante noi fossimo arrivati verso le 19.00 di sera. I due figli piccoli della famiglia giocavano con altri due bambini di 5 e 3 anni, loro vicini di casa. Petru, il più grande, badava a tutti gli altri. I bambini guardavano con gli occhi grandi cosa avevamo portato e come eravamo riusciti a far stare tutto nella loro unica stanzetta – era diventata immediatamente troppo piccola…
Entrambi i bambini, Petru e Cristi, erano magri-magri, cresciuti per l’età, ma con le mani, i piedi, e tutto il corpo scarni, molto più magri del normale. Sembrava che non avessero mangiato da settimane! Una  loro vicina, (lei ci aveva segnalato questo caso), ci confidò che anche il fratello maggiore, Adrian, era magro come tutti gli altri. Un’assistente sociale di Sangera che sta seguendo questa famiglia, ci disse che purtroppo non era l’unico caso nel loro paese.
La loro storia è molto triste. Adrian e Petru, insieme alla loro mamma, sono stati abbandonati dal padre fin da piccoli. Passando gli anni, la donna si era sposata con Petru ed aveva avuto il piccolo Cristi. Nel 2009, quando aveva solo 30 anni, la donna morì in conseguenza di un infarto. Aveva da tempo dei problemi con il cuore. Al marito, rimasto solo con tre figli piccoli, non restava altra soluzione che andare a lavorare a Mosca, in Russia, fino a quando la Direzione per la protezione dei bambini di Chisinau gli intimò che se non fosse ritornato a casa dai figli, i bambini sarebbero stati istituzionalizzati in un orfanotrofio. E lui ritornò. Oggi non trova sempre lavoro come manovale, d’inverno risulta ancora più difficile vivere. Il figlio più grande, lo segue. Fra poco, Adrian dovrebbe essere scelto per andare a lavorare in un paesino vicino e questo è il sogno di tutta la famiglia: avere finalmente uno stipendio fisso in casa.
I bambini, malnutriti, hanno da tempo problemi con la vista e gli servirebbero degli occhiali. Non hanno un frigorifero ed hanno cominciato a scavare per costruire una cantina, per mantenere i prodotti alimentari. Noi stessi abbiamo visto questa buca vicino alla casa (casa tanto per dire, perché assomiglia  più ad una capanna, con una stanza sola). In una casa così povera non si comprano  libri e  giochi per bambini...
Quando le statistiche evidenziano la grave situazione economica e gli specialisti del settore dichiarano che in Moldova è cresciuta la povertà estrema, le cifre sembrano asettiche e vuote. È tutta un’altra cosa guardare queste persone in faccia (soprattutto i bambini), vedere i loro occhi che implorano aiuto!
Non possiamo quindi negare che negli ultimi anni nel nostro Paese sia cresciuto paurosamente il livello della povertà e, purtroppo, di mezzo ci sono sempre i bambini.

Ecaterina (volontaria della Fondazione COPILUL di Chisinau)

 

 

 

   
 
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