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Il mio primo incontro con Tatiana


Mi chiamo Renato, abito a Torino e ho 43 anni.
Voglio raccontarvi l’emozionante e magnifica esperienza che sto vivendo da quando ho aderito al progetto “adozione a distanza” promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Italia-Moldavia (onlus).
Il mio primo passo fu quello di consultare il sito internet dell’associazione ed in seguito inoltrai una richiesta scritta per ulteriori informazioni. Ricevetti tutte le notizie necessarie e decisi quindi di far parte di questo progetto. Nell’aprile del 2006 mi venne recapitata una busta con tutti i dati personali e le fotografie di una bambina, Tatiana (9 anni), della madre Caterina e dei due fratelli maggiori, Veaceslav e Dumitru; purtroppo appresi che il padre era deceduto qualche anno prima; lessi inoltre che Tatiana e la sua famiglia vivevano in condizioni molto disagiate in un piccolo monolocale di un palazzone post sovietico in un quartiere periferico della capitale della Moldova, Chisinau. Solo la madre lavorava ed il suo stipendio non era sufficiente per garantire una vita decorosa alla famiglia. Pensai subito che i soldi che avrei versato mensilmente avrebbero potuto aiutare concretamente la bambina per gli studi e per le sue necessità primarie. Ero felice! Avevo avuto il mio primo contatto concreto con Tatiana ma al tempo stesso avevo conosciuto anche la dura realtà della vita in Moldova (un contesto di povertà a cui noi italiani non siamo molto abituati).
I mesi successivi furono fantastici perché iniziò subito una fitta corrispondenza tra me e Tatiana: scrivevo e ricevevo lettere e fotografie (con l’aiuto dell’Associazione per tradurre i testi), durante le feste ci scambiavamo piccoli regalini e così iniziammo a conoscerci meglio. Non riesco a descrivere con quanto affetto ricevevo ringraziamenti per questo mio piccolo aiuto. Con il passar dei mesi mi ero reso conto che avevo dei nuovi parenti: la famiglia di Tatiana era entrata a far parte della mia vita.
Dopo un paio d’anni (nel marzo del 2008), in occasione del ponte di Pasqua, decisi di fare il grande passo e cioè di andare a conoscere personalmente Tatiana e la sua famiglia. Riuscii ad organizzare il viaggio con l’aiuto dell’Associazione e partii per Chisinau. L’impatto con la realtà moldava fu affascinante ed al tempo stesso pieno di interrogativi: mi ritrovai in un Paese per me del tutto estraneo, non conoscevo usi, costumi, tradizioni, cucina, lingua, ma ero molto emozionato e desideroso di ambientarmi il prima possibile in questa nuova realtà. A dire il vero fu più facile di quanto immaginassi, i moldavi sono un popolo dalle radici latine e mi resi presto conto che non era poi così difficile interagire, la loro accoglienza era straordinaria, mi sentivo a mio agio. Dopo qualche giorno di permanenza arrivò il tanto atteso momento: l’incontro con Tatiana. Decisi di invitare tutta la famiglia a trascorrere una giornata insieme a me.
Ero un po’ agitato nell’incontrare Tatiana dopo tutti questi mesi di conoscenza virtuale, avevo molti pensieri che mi frullano per la testa, un misto di emozioni ed ansia che non riuscivo a trattenere, ero visibilmente scosso. Finalmente, puntualissimi, arrivarono, da lontano li riconobbi subito, erano loro, non c’erano dubbi… si avvicinavano, vedevo che anche loro erano molto emozionati e senza dire una parola ci abbracciammo… a volte il silenzio è meglio di mille parole… fu indescrivibile l’emozione che provai: quegli abbracci, forti e sinceri… fu veramente una sensazione unica! Sciolta l’emozione dei primi istanti, iniziammo a parlare, loro mi sommersero di ringraziamenti, ma a dire il vero, ero io a ringraziare loro per le forti emozioni che mi avevano regalato per questo loro grande affetto.
Trascorremmo alcune ore piacevolissime insieme, Tatiana mi raccontò che tipo di scuola frequentasse ed i suoi desideri, che tipo di lavoro avrebbe voluto fare da grande, insomma, aveva già le idee molto chiare. Inoltre anche i due fratelli mi spiegarono le loro attività didattiche. Tatiana aveva portato con se alcuni album di fotografie e  mi raccontò praticamente tutta la storia della sua famiglia compreso quella di suo papà che non c’era più. Mi fece una grande tenerezza la compostezza e la dignità di questa fanciulla, mi resi conto sempre di più che avevo fatto la cosa giusta, questo mio piccolo gesto, quasi ininfluente per le mie tasche, aveva reso felici quattro persone, forse non era nemmeno il valore dei soldi a render loro contenti, ma il sapere che qualcuno, a 2.000 chilometri di distanza, pensava a loro!
Scattammo alcune fotografie per immortalare questi indimenticabili momenti, in una posa Tatiana si appoggiò alla mia spalla col suo tenero viso, con un gesto così affettuoso come se mi conoscesse da una vita, la cosa mi colpì veramente molto, fu un attimo che sarebbe rimasto indelebile nella mia mente.
Al momento dei saluti la piccola mi abbracciò forte, mi tenne per una gamba come a voler rifiutare la nostra separazione da questo splendido giorno trascorso insieme. Fu un momento magico, unico: non nascondo che mi ero emozionato molto e ancora adesso che lo racconto provo quelle splendide sensazioni. Anche la madre mi salutò e mi ringraziò, invitandomi a ritornare a Chisinau (cosa che feci negli anni successivi).

Questo viaggio mi ha insegnato ad apprezzare molto i valori della vita, i piccoli gesti quotidiani, l’umiltà, il senso della famiglia, il rispetto per il denaro. L’adozione a distanza riempie il cuore di gioia: sapere di aiutare il prossimo è una sensazione bellissima, si viene ampiamente ripagati, soprattutto se si ha la possibilità (come ho avuto io) di vivere in prima persona questi avvenimenti.
Negli anni successivi, oltre a rimanere in continuo contatto di posta con Tatiana, sono tornato altre volte in Moldova, (nel 2010, nel 2011 e andrò anche ad agosto 2012), abbiamo fatto molte cose insieme, come gite al fiume, passeggiate in città, cene e pranzi, sono stato invitato a casa loro, insomma siamo diventati una vera e propria famiglia!

 

   
 
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