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Il Parlamento moldavo ha condannato i crimini del regime comunista.

Il Parlamento moldavo ha ufficialmente condannato, il 12 luglio scorso, i crimini del regime totalitario sovietico e comunista e ha dichiarato fuori legge i simboli comunisti. La legge sarà in vigore dal 1 di ottobre. In questo periodo, il Partito Comunista Moldavo dovrà cambiare i suoi simboli elettorali – la falce e il martello. Invece, i leader del partito hanno dichiarato più volte che si opporranno a questa decisione e che non modificheranno il loro simbolo. Il 3 di settembre, i comunisti hanno inviato alla Corte Costituzionale Moldava la decisione del Parlamento. In più, hanno chiesto al Parlamento di convocarsi il 13 di settembre per una riunione straordinaria al fine di decidere l’organizzazione di un referendum nazionale per l’adesione della Repubblica Moldova all’Unione delle Dogane della Russia-Kazakistan-Bielorussia.

Una decisione storica del Parlamento moldavo

Nel loro reclamo deposto alla Corte Suprema, i comunisti chiedono di dichiarare incostituzionale la decisione presa il 12 luglio dal Parlamento che “condanna l’ex regime totalitario comunista della Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia, reo di aver commesso crimini contro l’ umanità. Viene vietato sul territorio della Repubblica Moldova per scopi politici e di propaganda  l’utilizzo dei simboli del regime comunista (la falce e il martello ed ogni altro che si riferisca ad essi), così come promuovere le ideologie totalitarie”. Questa legge, votata ed approvata dalla maggioranza democratica del Parlamento Moldavo, è stata adottata in base al Rapporto della Commissione Speciale costituitasi per la valutazione dei crimini compiuti dal regime comunista, presentata lo scorso anno in Parlamento. Una decisione simile è stata anche adottata dalla Rada (il Parlamento) di Ucraina il 20 giugno 2012. 
Gli esperti affermano che se i comunisti moldavi non rispetteranno la legge e non rinunceranno ai loro simboli, la Commissione Elettorale Centrale non permetterà al Partito Comunista di registrarsi e partecipare alle prossime elezioni.
Victor Popa, Presidente della Commissione Giuridica del Parlamento, ha dichiarato che le modifiche adottate di recente alla legge sui partiti politici (entreranno in vigore dal 1 ottobre 2012) prevedono che, se un partito politico non rinunciasse ad utilizzare per scopi politici i simboli vietati sul territorio moldavo, verrà applicata una multa di 10 mila lei (più di 800 Euro). Nel caso in cui la situazione di illegalità persistesse, il Ministero di Giustizia avrebbe tutti i diritti per iniziare una procedura per ottenere lo stato di fuori-legge al partito. 
  

 


 


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